domenica 29 settembre 2013

Quisisana, un'interessante scoperta.

La chiesa di San Francesco a Quisisana non è molto conosciuta in città, ma per secoli ha tenuto nascosto un tesoro da pochi mesi ritornato alla luce.
Vi spiego la storia del ritrovamento: Padre Luigi, il prete che recita la messa in questa chiesa, alcuni mesi fa notò nel cortile retrostante l'edificio due piccole finestrelle al livello del suolo e successivamente, nella sacrestia, una specie di blocco di cemento che chiudeva un passaggio verso il sottosuolo. Fece allora rimuovere il blocco ed una quantità enorme di terreno (ci sono voluti 30 camion per rimuoverlo tutto) ed è venuto alla luce un interessante ipogeo. Per ora alcuni suoi amici archeologi di Torre del Greco vi stanno lavorando e nel filmato sottostante potrete osservare cosa è stato scoperto fino ad ora.
Tramite la mia parrocchia sono stato invitato a dare un'occhiata alla chiesa e con l'aiuto di Valeria Cimmino ed il professore Vincenzo Rubichi ho dacumentato quanto trovato.
Buona visione.


3 commenti:

  1. Interessantissima scoperta,grazie Padre Luigi!
    Senz'altro ha suscitato interesse e voglia di conoscere la storia di ogni dettaglio,dai teschi presumibilmente dei monaci all'ipogeo.
    Grazie anche a te,Coppola,di aver messo a nostra disposizione una testimonianza,seppur iniziale,di cotanta meraviglia!
    Baci baci

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  2. è sempre bello vedere l'impegno e la viva curiosità di alcuni giovani stabiesi ma pur non volendo offendere nessuno non riesco a trattenermi dall'esprimere i 26 punti che rendono grottesca ai miei occhi questa iniziativa:

    1-la musichetta da pubblicità progresso del ministero delle pari opportunità
    2-i plurimi orrori linguistici e di sintassi
    3-l'inutile presenza della ragazza e le sue peculiari caratteristiche
    a) sorriso ebete
    b) aria svagata
    c) apprezzabile sforzo di trattenere il riso
    4-la triste consapevolezza del protagonista nel constatare che effettivamente lui "non c'azzecca niente", manifestata poi da espressione impagabile
    5-le sue imbarazzanti e imbarazzate espressioni facciali che oscillano dall'ammiccante al rassegnato* (*e qui ci vorrebbero altri 26 punti)
    6-gli assolutamente inutili dettagli forniti nella descrizione della chiesa e della sua storia
    7-l'insetto che domina la scena per 3 secondi e contribuisce a distogliere l'attenzione dall'introduzione (se mai ce ne fosse stato il bisogno) fornendo in alternativa il suo armonico svolazzare
    8-la sensazione costante e crescente che in lui lieviti la mite consapevolezza che non è che poi stia venendo fuori questo gran servizio
    9-l'ansimare ad ogni frase come ad imitare classici reporter (veri) impegnati in veri e veramente faticosi reportage (veri)
    10-l'insicurezza esistenziale che traspare da ogni balbettio
    11-la pelata da oscar del professore
    12-la falsa meraviglia nel contemplare qualsiasi comune oggetto
    13-la presenza femminile che (purtroppo) ricalca in tutto e per tutto lo schema culturale della velina e le sue peculiarità (comma a) b) e c) del punto 3)
    14-sgomento e perplessità per l'esoterico significato taciuto del pulpito particolare con mano intagliata e sni7ikiuiahh croce
    15-l'evidente e prolungata ravanata che don luigi riserva ai suoi gioielli
    16-il fatto che tutto tendi a rievocare ricordi infantili dei film di indiana jones
    17- l'incomprensibile difficoltà tecnica nell'assemblare coerentemente un teschio umano diviso in parti due
    18-la capacità del ragazzo di fraintendere valore, utilizzo, forma o piu' in generale essenza di qualsiasi oggetto, con susseguente mugugno d'assenso postumo alle opportune correzioni
    19-i toni e i linguaggi che saltano pindaricamente dal tecnico-professionale al giovanile-disinteressato
    20-la professionale ma incomprensibile e inconcludente spiegazione del professore sui motivi dell'abbondanza di terriccio (tema caro a molti)
    21-la menata finale che rimanda ad una prossima avventura che non seguirò
    22-il titolo fuorviante frutto di un processo psichico innescato probabilmente dall'affacciarsi alla coscienza dei punti 8 e 23
    23-l'intera atmosfera (sintetizzata nei punti 1-9-16 e indotta dal punto 22) che fa presagire la scoperta di misteriose antiche e suggestive cose che non arriveranno mai
    24-il fallimento del sistema scolastico italiano nell'emancipare l'alunno dal maestro reso incontestabile dalle constatazioni dei punti 13 e 18
    25-amarezza nel prendere atto che dopo 29 minuti di divulgazione non è data risposta alla mia, forse ingenua, ma tutto sommato comprensibile primigenia domanda: cos'è un ipogeo?
    26-l'aver perso 30 minuti della mia vita a guardare questo reportage e altri 30 a stilare questa lista, fatto che getta funestamente una luce sulla pochezza e sulla noia che in questo momento storico dominano la mia vita.

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    1. Giovanni Stroilo, non ti conosco ma sei un grande. La tua acutezza e la tua franchezza hanno sottolineato un sacco di cose interessanti, ma non colgono la più importante: questa "iniziativa" altro non è stato che un piccolo sopralluogo in un luogo appena scoperto da alcune persone appassionate. Io non studio materie relative ai beni culturali (sono uno studente di scienze politiche, per questo ho detto scherzosamente che non c'azzecco) ma è una materia che mi affascina ed in modo del tutto amatoriale abbiamo fatto un filmato che non aveva alcuna pretesa, specie di fare chissà quale grande divulgazione scientifica. Inoltre, credimi, la consapevolezza di essere fra i primi a vedere un nuovo scavo un po' di meraviglia la comporta. Ad ogni modo, la prossima volta che farò qualcosa del genere avrò premura di affidarmi alla tua consulenza, posto che riesca a contattarti, visto che non ho la più pallida idea di chi tu sia.

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