ATTENZIONE: il seguente post è ad alto contenuto di spoiler. Se ancora non hai visto Maleficent ed hai intenzione di andare a guardarlo, potresti avere non poche anticipazioni.
Nelle relazioni internazionali abbiamo studiato varie culture di approccio all'altro, in particolare quella hobbesiana (win-lose) in cui l'altro è un nemico e c'è conflitto fra le parti e quella kantiana (win-win) in cui l'altro è un amico e si finisce per cooperare e raggiungere un obbiettivo comune di prosperità, felicità e sviluppo.
Tutte le fiabe che abbiamo vissuto da bambini erano profondamente hobbesiane: streghe o altri esseri cattivi (spesso senza un preciso motivo) che cercavano di arrecare quanto più danno possibile al buono di turno per poi venire sconfitti o addirittura uccisi. Siamo sempre stati educati con un sistema di idee manicheo nel quale esiste un altro che è il nemico ed il male è solo ed esclusivamente in lui.
Maleficent ribalta tutto: la morale è appunto che l'altro può essere un amico e soprattutto che il male non corrisponde ad una persona, ma è il frutto in ciascuno di perticolari circostanze: pregiudizi (re Enrico), ambizioni, istinto di conservazione o pazzia (re Stefano in momenti diversi del film) o delusione e sete di vendetta per torti subiti (Malefica).
Tuttavia il tempo, la riflessione e nuove positive situazioni possono far passare le condizioni che generano il male e portare all'armonia e all'amicizia, per cui tutti ne traggono vantaggio e "vincono".
Nei 16 anni che intercorrono fra la nascita di Aurora e la sua disgrazia col fuso, Malefica ha appunto modo di rivedere le sue posizioni e sviluppare l'amore che salverà alla fine la principessa. Sì, in questo caso non è l'amore fra principe e principessa (nè uno saffico, intendiamoci), ma un amore materno e sincero a portare la pace e la vittoria per tutti. L'amore classico ci sarà, ma sarà a coronamento del finale.
Qualcuno potrebbe dire "si,ok, ma intanto re Filippo fa una brutta fine e se c'è uno sconfitto è proprio lui". Questo è vero fino a un certo punto perchè sì, il male si lascia comunque dietro il suo strascico di morti, ma, se ci fate caso, Filippo muore per un incidente quando anche lui aveva avuto il "perdono" e gli era stata data la possibilità di "vincere".
Devo dire che il messaggio mi è piaciuto veramente molto perchè mi è sembrato molto più educativo rispetto a quello che mi hanno dato le fiabe durante l'infanzia. Crescere nuove generazioni umane con una cultura e dei messaggi del genere potrebbe essere una cosa eccezionale perchè se ci facciamo caso i conflitti e le contrapposizioni nascono grazie ad un approccio con l'altro che nasce da una visione del mondo hobbesiana insita nel nostro quotidiano fin da quando la nonna ci raccontava le fiabe per farci addormentare.
Quale mondo esisterebbe domani se oggi si imparasse e si insegnasse la morale kantiana e ad intendere il male come una circostanza invece che come qualcosa di innato?
"Non badate a ciò che vi hanno raccontato perchè questa è la vera storia" è all'incirca la frase con la quale si conclude il film e in effetti sarebbe quasi necessario farlo con tutte le storie win-lose.
P.s. per gli amici che andranno a vedere il film perchè c'è Angelina Jolie: lei è bella, ma in questo film è sempre vestitissima quindi non aspettatevi nulla di eccessivamente sexy.

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