Che strano: proprio mentre ne stavo studiando la storia politica e militare, Ariel Sharon è morto. Scherzi e scaramanzia a parte, è spirato un uomo verso il quale essere faziosi, sia nel bene che nel male, è fin troppo facile.
E' facile considerarlo un eroe per i filoisraeliani ed un assassino per i filopalestinesi ed è difficile considerarlo per la sua storia, negli aspetti negativi e positivi.
Senza dubbio è stato uno dei più grandi strateghi politici e militari che il mondo abbia conosciuto nel secondo dopoguerra: nuove strategie di combattimento sia contro gli eserciti regolari, sia contro la guerriglia palestinese (le sue tattiche sono in buona parte entrate nei manuali degli eserciti di tutto l'Occidente); utilizzo della guerra permettere in difficoltà i propri superiori politici e militari; astuzia nel sapere comandare senza essere mai nel grado più alto della gerarchia e capacità di rendere il popolo una sorta di esercito, non tanto alla maniera nazista, quanto alla maniera dell'Impero Romano.
Come lo si voglia giudicare dal punto i vista etico è una questione che riguarda la sensibilità di ciascuno, ma intanto nello scenario della guerra arabo-israeliana lui altro non fece che l'interesse del proprio stato e fece geopolitica con i principi di continuo scacco verso il nemico, come un po' chiunque avrebbe fatto.
Per avere un quadro chiaro di chi fosse, lascio il link di un'intervista del 1982 (guerra di Israele contro i palestinesi che si erano posizionati in Libano) di Oriana Fallaci, la quale in quel momento aveva posizioni molto critiche sia verso lui che verso Arafat.
http://www.oriana-fallaci.com/sharon/intervista.html
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