martedì 16 luglio 2013

L'esercito di 'sti cazzi!

Chi legge il mio blog lo sa: io trovo molto, molto negativo il culto sfrenato della persona e il reggere l'identità, specie di un partito, sulla persona e non sull'idea. Per carità, una guida carismatica in un movimento serve sempre perchè le idee devono essere esposte nel migliore dei modi per farsi capire dagli elettori, ma da qui a sostituire la persona all'idea ce ne passa molto. E' inutile dire che nel PDL attualmente la persona la fa da padrone e che per molti (troppi) l'idea è offuscata dalla fulgida luce del volto sacro. Forse qualcuno si è reso finalmente conto che la persona non basta in certe situazioni (vedi ballottaggi delle ultime amministrative) e che bisogna strutturare un partito basato sul duro lavoro e sulle idee, ma c'è una schiera di persone, 19407
metre scrivo, che a quanto pare sono prese da una imbarazzante estasi silviana.
Sto parlando dell'Esercito di Silvio, la nuova trovata di certa gente che ha deciso di imbracciare le armi a difesa del cavaliere. Una cosa a mio avviso imbarazzante, insensata e da lacchè. Se ho capito bene qualche tempo fa alcuni tizi del Nord Italia si svegliano una mattina e decidono che la terribile magistratura rossa deve essere fermata in prima persona da loro (come? ancora non si capisce) e dopo aver messo insieme qualche circoletto locale di qualche organizzazione filoberlusconiana dalla dubbia presenza di membri, creano l'esercito di Silvio. Si ci può anche arruolare e dirigere reggimenti territoriali semplicemente tutto iscrivendosi al sito internet. Insomma, basta VFP1 e gli stage di "Vivi le Forze Armate": arruolati nel glorioso esercito di Silvio.
Ora, scherzi a parte, vorrei invitare chi conosce me e le persone con le quali faccio politica a non confonderci con questa gente, la quale probabilmente non ha mai fatto politica sui territori e che intende la politica come una sorta di incantesimo di piacere nella presenza di Berlusconi.
Queste persone sono la prova provata che la pratica discorsiva del culto della personalità, del capo da difendere a tutti i costi, della magistratura malvagia ha funzionato almeno in parte e ciò rende la possibilità di avviarsi verso una destra vera, all'inglese o alla tedesca, una cosa molto lontana.
Potrei continuare per molto a descrivere la mia vergogna a vedere questo abominio, ma preferisco fare solo una piccola riflessione alla quale spero che qualcuno del partito possa rispondere:

Questo esercito di Silvio serve veramente a qualcosa, oltre che ai fondatori per mettersi in mostra?
Dovrebbe per caso intimidire qualche magistrato?
Deve forse far sentire zio Silvio meno solo? (e che diavolo, ha comunque un partito con sè).
Siamo sicuri che una cosa del genere, dati i suoi tratti grotteschi, non ci porti via dei voti, invece di farcene guadagnare?
Non si corre il rischio che qualche sconosciuto sui nostri territori possa andare fuori controllo e farci fare qualche figuraccia?


A proposito dell'ultima domanda, qualcuno mi spiega chi è la signora Simona di Matteo? E' a capo del reggimento stabiese (di cui suppongo sia l'unico componente) e su Facebook abbiamo solo quattro amici in comune: Bobbio, Stabiachannel e due negozi. Posto che Bobbio è amico di quasi tutta Castellammare su FB, mi pare che la signora non sia interna ad alcuna struttura di partito e non l'ho vista durante nessuna campagna elettorale.... se un giorno decidesse di fare qualche strana iniziativa, come lo potremmo venire a sapere in tempo per bloccarla?

venerdì 12 aprile 2013

Caro Manniello, destra e sinistra esistono sempre, anche alle comunali.

Stamattina apro la pagina di Stabiachannel e trovo questo articolo di Franco Manniello, il quale fa una dichiarazione che mi lascia perplesso, per non dire sconcertato.

"Qualcuno mi spiega alle elezioni amministrative per Castellammare cosa vuol dire mettersi questa maglietta di appartenenza? Centrodestra o centrosinista? Se qualcuno me lo spiega magari possiamo pure cominciare a discutere, ma siccome non dobbiamo discutere nè di politica estera, nè di politica fiscale, nè di problemi etici ma dell'amministrazione di un comune come Castellammare, sono alla ricerca di liste civiche fatte di persone che hanno volontà di far tornare la città com'era negli anni 60, senza altri scopi".

e poi


"chi vuole lavorare per Castellammare è ben accetto, dall'estrema sinistra all'estrema destra".

Ebbene, visto che ne vuole parlare, ne discutiamo subito. Secondo me, signor Manniello, non ha ragione: destra e sinistra esistono anche per l'amministrazione delle città, soprattutto quelle che hanno una serie di attività produttive come quelle stabiesi. Sembrerò una sorta di Giorgio Gaber in questo post, ma ci tengo a far notare al patron della Juve Stabia quante differenze ci sono fra destra e sinistra:

1) Urbanistica: nella pianificazione del territorio, a destra si tende a lasciare che la localizzazione delle attività produttive sul territorio sia abbastanza deregolamentata, mentre a sinistra c'è la predisposizione a cercare di controllare quanto più possibile il fenomeno tramite i piani regolatori. Quando la pianificazione è però un obbligo, a destra c'è la tendenza a relazionarsi con le realtà imprenditoriali principali della zona, mentre a sinistra lo stato decide senza relazionarsi più di tanto. Vi è poi il fenomeno della gentrification che è favorito dalla destra ed osteggiato dalla sinistra.

2) Legalità: la sinistra considera la criminalità come un fenomeno culturale e quindi pone l'accento principalmente sulla prevenzione tramite l'educazione mentre la destra, seppur dando un certo rilievo all'educazione, preferisce la punizione e la repressione per poi dedicarsi alla rieducazione.

3) Rapporti coi sindacati e partecipate: approfittando dell'ondata di ricordo su Margaret Thatcher, basti pensare alle sue politiche di privatizzazione dell'industria di stato e alla lotta che ha fatto contro i sindacati e a come invece il suo predecessore laburista, James Callaghan, cercava di essere perennemente accondiscendente nei loro confronti (pagandone comunque le conseguenze). Inutile specificare la preferenza a destra per le privatizzazioni delle realtà produttive statali (per esempio le terme) e la volontà a sinistra di lasciare in mano allo stato quanto più possibile.

Il discorso potrebbe andare ancora avanti per quanto riguarda la gestione delle politiche sociali, giovanili, culturali ecc... ma mi sembra di aver già fatto esempi abbastanza chiari su come le identità politiche non si possono certo eliminare in base al livello delle elezioni.

Sicuramente si possono accusare i politici di entrambe le parti di aver tradito lo spirito delle loro fazioni ma veda, signor Manniello, io ho cominciato ad impegnarmi politicamente a destra  cinque anni fa e come me tante altre persone hanno acquisito, sia a destra che a sinistra, un sistema di valori piuttosto definito. Credo che sia difficile trovare qualcuno che, dopo un certo tempo di militanza, sia disposto a svendere la propria identità in nome di un non meglio specificato pragmatismo di cui ancora non si vedono i contenuti e che nel mio percorso di studi fino ad ora ho trovato solo nelle dittature militari dell'America Latina (no, non si preoccupi, non voglio dire che farà un colpo di stato usando gli ultras).
Al di là delle battute, non mi dica che anche lei ha cominciato a cavalcare l'onda dell'antipolitica....

domenica 13 gennaio 2013

Chi ha paura dei fascisti?

Ho visto il video incriminato. Ho visto le rezioni di alcuni esponenti del M5S. Per uno strano excursus mi sono tornate in mente le mazzate che nella primavera del 2011 si diedero i ragazzi dei centri sociali ed i ragazzi di Casapound di Napoli a quattro passi dalla mia università. Infine, mi è venuta voglia di tornare a prendere un libro di Oriana Fallaci, "La Forza della Ragione". Ci sono delle parole che non scorderò mai.

I fascisti neri si accorsero di essere sempre stati fascisti rossi, i fascisti rossi si accorsero di essere sempre stati fascisti neri, e il loro oscuro legame riprese come se non fosse successo nulla di quel che era successo: due decenni di dittatura, una guerra mondiale, una guerra civile, un paese semidistrutto, centinaia di migliaia di morti. Meglio, riprese come se si fosse trattato di un litigio fra amanti, d'un malinteso di famiglia. 
E tale era stato, ahimè. 

Ricordo chiaramente il giorno in cui mio padre era tornato a casa pallido di rabbia e con voce sorda disse << Togliatti ha convinto tutti a dare l'amnistia ai fascisti. Ci siamo opposti solo noi del Partito d'Azione e presto i repubblichini ce li troveremo col fazzoletto rosso al collo>> (era il 1945) 

Ricordo anche il  pestaggio che alla Facoltà di Medicina di Firenze subii nel 1947 ad opera di uno studente fascista e di uno comunista ai quali non piacevano le mie idee. Il primo a pugni e l'altro a calci, in perfetta simbiosi e sincronia. Mi picchiarono perchè ero "filoamericana" e "filosionista".

Evito di riportare tutto il racconto sull'amicizia fra Pietro Nenni e Beni (così il membro del Partito Socialista chiamava il suo miglior amico Benito Mussolini) perchè è piuttosto lungo (lo trovate a pagina 223). Faccio solo presente che Mussolini salvò Nenni dalla deportazione in un campo si concentramento, mandandolo a Ponza al confino, e che Nenni pianse non poco dopo l'esecuzione del Duce.

Proprio vero, le due facce della stessa medaglia.
Mi chiedo: è possibile essere antifascisti e non essere di conseguenza anticomunisti? Sì, ma solo se sei comunista, credo, e grazie al fatto che la storia ti ha dato perdente all'inizio degli anni '20 ed ha permesso al tuo gemello di fare quello che sicuramente avresti fatto anche tu e forse proprio per questo lo hai silenziosamente e incoffessabilmente perdonato, come racconta la Fallaci.

Quanto mi sembra ipocrita oggi l'antifascismo. Lo vedo come la paura gracchiante nei confronti di chi accompagna alle sue battaglie il saluto romano, piuttosto che il pugno chiuso. Io ho conosciuto sia i ragazzi di Casapound che dei centri sociali di sinistra e credetemi se vi dico che cambiava solo qualcosa della forma: teste rasate e dreads, Cheguevara e Mussolini.....ma la loro essenza era fin troppo affine: acqua pubblica, sovranità monetaria, abbasso Monti e soprattutto una carica polemica a tratti aggressiva.
Eppure, mi chiedo, perchè io non mi ci sono mai perso a calci? Perchè ci ho sempre parlato con calma e invece fra di loro si scannano?
Risposta: perchè sono diverso da loro, mentre loro sono uguali e le loro cariche polemiche non possono fare a meno di innescare un'esplosione.
Per finire, io non mi reputo nè antifascista, nè anticomunista, se questo vuol dire ruggire timorosamente contro le idee altrui (spesso solo per esorcizzare la paura di essere assimilato all' "altro").
 Non sarebbe forse il caso di evitare la solita polemica ogno volta che si ha a che fare con un fascista senza condannarlo?
Non sarebbe il caso che ciascuno pensasse ad affermare i propri valori senza etichettarli come anti-qualcosa?

P.S. non fatemi due palle giganti con la storia della dodicesima disposizione transitoria e finale della costituzione...mi sembrerebbe una cosa alquanto inopportuna.

giovedì 27 dicembre 2012

UNA RISPOSTA PER STABIACHANNEL

Non che mi debba candidare a sindaco, ma qualche idea sulla mia città la ho e voglio rispondere all' articolo di Stabiachannel sul futuro che io immagino per Castellammare.

1. LO SVILUPPO STABIESE, SECONDO LEI, DEVE PREVEDERE SOLO INIZIATIVE  TURISTICHE (A), O TURISTICHE ED INDUSTRIALI (B)?


Credo che vadano tenute in piedi sia le iniziative turistiche che quelle industriali e che tutte vadano integrate fra loro. Oggi lo sviluppo economico sostenibile prevede nei suoi parametri una diversificazione delle attività di un territorio. Un esempio positivo ci è dato dalla città di Bogotà in Colombia, dove una politica di diversificazione delle attività ha permesso, assieme ad altre misure, di far scendere i livelli di disoccupazione nonostante la crisi, proprio come spiegano o due grafici.


Se il cantiere non riesce effettivamente ad assorbire la manodopera che ora contiene, allora si dovrebbe investire di più sul settore turistico. Tuttavia i due settori poterbbero anche essere integrati: in Germania alcune miniere diventate poco produttive sono diventate attrattive turistiche e quei tunel e la vita dei minatori sono entrati negli obbiettivi delle macchine fotografiche dei visitatori. Forse si potrebbe fare qualcosa di simile con il cantiere e con la Maricorderia, visti i sistemi tradizionali di costruzione delle navi che non prevedono i bacini di carenaggio.


2. COME VUOLE UTILIZZARE L'ATTUALE BACINO  PORTUALE STABIESE, INSIEME AGLI SPAZI E AGLI EDIFICI LA´ ESISTENTI? 

Posto che il nostro porto non mi sembra sufficientemente ampio per ospitare flussi di merce in container, credo che adattare il fondale e le banchine per l'attracco di navi da crociera e piccoli yacht (naturalmente di dimensioni diverse da quelli che attraccano a Marina di Stabia) sia la prospettiva ideale. Naturalmente le strutture fatiscenti ed inutili per me vanno abbattute o riconvertite in strutture d'accoglienza.


3. ARENILE.

Non so molto sulle meccaniche delle maree e dell'erosione delle coste. Mi affiderei a qualche esperto per una simile risposta, ma credo che si debba cominciare dalla creazione di un paio di barriere frangiflutti in più. Credo che poi vada necessariamente intubata e nascosta  la fognatura che esce sul lungomare e vadano fatti dei bandi per la creazione di chalet a palafitta da costruire sull'arenile, possibilmente dedicandoli agli esercizi esistenti lungo il corso Geribaldi. Ho ben poca fiducia nella creazione di piscine o altre attività balneari. Piuttosto credo che si debba trovare un sistema per eliminare la gramigna dall'areline.

4. QUALE E' LA SUA OPINIONE A RIGUARDO DELLA TRATTA FERROVIARIA FS? 

Conversione in tram leggero che colleghi il centro cittadino al CMI e alla stazione fs di Torre Annunziata. Tuttavia non trovo opportuno fermare le corse dei treni fino all'inizio dei lavori. Penso inoltre che gran parte dello spazio ora occupato da binari vada riutilizzato per allargare il parcheggio metropark. Per la struttura della stazione sono d'accordo a farla diventare un teatro, visto che 30 anni fa il consiglio comunale decise all'unanimità di creare un teatro comunale dedicato a Ciro Madonna, proposito mai concretizzato.


5. L'ITALIA, COME TANTE ALTRE NAZIONI, DOVRA´ INIZIARE AD IMPLEMENTARE SOLUZIONI RIGUARDANTI  LA SOSTITUZIONE DEI COMBUSTIBILI FOSSILI CON QUELLI DI TIPO RIGENERATIVO: 
L'EOLICO, IL SOLARE (TERMIA E/O FOTOVOLTAICA), LA GEOTERMIA, I COMBUSTIBILI BIOLOGICI. 
LEI VORREBBE AVERE UNA FETTA DI QUESTE ATTIVITA´, PER CASTELLAMMARE, SIA COME ULTERIORI SVILUPPI, PROGETTAZIONE, CHE COSTRUZIONE E SISTEMAZIONE, ANCHE  A STABIA?

Sì, io sperimenterei con piacere sul territorio stabiese, in particolare al Corso Alcide de Gasperi, il progetto Desertec, di cui lascio  qui una copia scaricabile.

6. COME INTENDE RISOLVERE I PROBLEMI DI VIABILITA' E VIVIBILITA' CITTADINA, IN UNA CITTA' PENALIZZATA, SIA COME STRETTOIA PER IL TRAFFICO DELLA PENISOLA SORRENTINA, SIA A CAUSA DELLA SUA POSIZIONE, BEN PRESTO COLLINARE? 

Diciamocelo chiaramente, se io devo andare a fare acquisti in un'altra città non prendo il treno, ma la mia automobile perchè effettivamente mi torna più comoda per portare a casa le cose comprate. Penso sia opportuno costruire nuovi parcheggi interrati attorno al centro cittadino (es: sotto l'impianto geotecnico, al posto dell'attuale mercato ortofrutticolo, in alcune parti di via rajola dove alcuni privati hanno effettivamente intenzione di crearne di nuovi, all'ez segheria di via Regina Margherita ecc...) e che le zone centrali vadano pedonalizzate in alcuni momenti della settimana, in modo da creare un centro commerciale naturale.


     7. AL PIU' TARDI DOPO IL TERREMOTO DELL'80, LE ZONE ANTICHE STABIESI, IL CENTRO STORICO E SCANZANO, INSIEME A QUALCHE QUARTIERE PERIFERICO NELLA ZONA NORD DELLA CITTA', SI SONO DEFINITIVAMENTE SFASCIATI, SIA NEI FABBRICATI CHE, PEGGIO ANCORA, NELLA LORO "TENUTA" SOCIALE, CIVILE E LEGALE, ORMAI IN PREDA AD UNA ILLEGALITA' DIFFUSA, UN MODO DI FARE, CHE CONDIZIONA TUTTO IL CONVIVERE CITTADINO, INCAROGNITO DAL FATTO CHE, QUELLI PIU' RECENTI, FURONO REALIZZATI SENZA UN PIANO REGOLATORE, ED IN BARBA AD OGNI PRESCRIZIONE, SIA PAESAGGISTICA, VIARIA CHE ARCHEOLOGICA. Cosa vuole fare, per estirpare, risanare queste zone?


Il Piano Per le Città, un progetto governativo per la ripresa dei centri storici comprendente housing sociale, interventi di decoro urbano e contributi per ristrutturazioni, potrebbe essere una buona soluzione per il centro storico, dove comuque va represso con forza il fenomeno del fitto a centinaia e centiania di extracomunitari di buchi in cui sono costretti a vivere a decine.
Discorso diverso per altre zone come quelle a nord (penso in particolare alla zona CMI) che secondo me  hanno bisogno di un maggiore controllo delle forze dell'ordine e, sembra strano a dirsi, di più negozi perchè, secondo quanto affermano i più importanti urbanisti, i negozi e le vetrine con le loro luci contribuiscono tantissimo a rendere una strada più vivibile e sicura. 

 8. COSA INTENDE, LEI, SOTTO IL CONCETTO DI "LEGALITA'"? 

Rispetto del prossimo e delle regole (non solo le leggi). Purtroppo a volte temo che per raggiungere un buon fine le vie legali non siano sempre quelle più adatte ma come diceva Macchiavelli, il fine giustifica i mezzi (non credo che però sia il caso di abusare di questo concetto).

9. SEBBENE L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE, IL CORPO VVUU, TUTTE LE PARTECIPATE CITTADINE, NON SIANO CARENTI DI PERSONALE, SI E' CONTINUAMENTE COSTRETTI A RICORRERE A CONSULENZE, PERSONE ESTERNE. 

Può succedere che certe competenze o professionalità non siano presenti in città o che sia necessario far venire qualcuno da fuori che sia distaccato dalle dinamiche locali.
10. I NOSTRI BOSCHI, TUTTO IL SISTEMA COLLINARE-MONTANO, SONO ORMAI IN UNO STATO DI ESTREMO DEGRADO. Sebbene qui si tratti di competenze che, in parte, esulano da quelle strettamente comunali, Lei e´ disposto a fare qualcosa, per ripulirli, mantenerli puliti ed utilizzabili, riattarli? Se si, come?

Essendo stato fra gli attivisti della campagna "I Luoghi del Cuore" in favore del parco di Fontana del Re, sicuramente cercherei di fare qualcosa. In primo luogo indagherei per capire se l'ente Parco dei Monti Lattari stia facendo effettivamente il proprio dovere (immagino che la responsabilità della cura dei boschi ricada su di esso). organizzerei un comitato permanente che coinvolga le associazioni (casomai le stesseche hanno partecipato alla campagna dei luoghi del cuore), le guardie ambientali e la forestale per il il controllo dei boschi e per l'organizzazione di iniziative volte alla loro riscoperta e valorizzazione. Infine sì, trasferirei la sede della forestale a Quisisana, casomai proprio alla reggia, dove già sono stati traasferiti gli uffici dell'ente Parco dei Monti Lattari.


11. LEI VUOLE ASSUMERSI IL COMPITO DI GOVERNARE UNA CITTA DEFINITA "DELLE ACQUE". COSA VUOLE FARE, AFFINCHE' QUESTA RESTI TALE? COME METTE AL SICURO LE RELATIVE SORGENTI? QUALI MISURE VUOLE PRENDERE, PER PROTEGGERLA DALLE SEMPRE CRESCENTI PRECIPITAZIONI ATMOSFERICHE, CHE SI RIVERSANO SUBITO SUL SUO TERRITORIO, ZONA ULTIMA DI CONFLUENZA DELLE PRECIPITAZIONI SUI MONTI LATTARI? COME VUOLE SFRUTTARE, COMMERCIALMENTE, LE ESISTENTI FONTI IDRICHE, CHE, OGGI, SVERSANO IL LORO CONTENUTO A MARE? 

Francamente non so proprio niente di come si preservino le sorgenti. Credo che sia materia dei geologi e degli ingegneri e per questo instaurerei una partnership con le università campane per studiare sistemi di salvaguardia delle risorse idriche e per approfondire le conoscenze sulle loro proprietà benefiche per il corpo umano, dopodicchè potenzierei alle Terme i servizi relativi alle acque utili per un uso esterno ed organizzerei eventi per la fruizione di quelle più utili da bere presso le Terme Antiche in collaborazione con l'Acetosella, al fine di cominciare l'imbottigliamento di quelle non ancora sfruttate. La sensibilizzazione nell'uso dei prodotti a kilometri zero è per me la strada migliore.

12. E' VERO CHE IL PROBLEMA RIFIUTI CI VEDE SOLO VITTIME DI UN PROBLEMA BEN PIU' AMPIO, A SCALA ALMENO REGIONALE. MA, ANCHE STABIA, NE PAGA, DIRETTAMENTE OD INDIRETTAMENTE, LO SCOTTO. Lei, come futuro sindaco, sarebbe disposto a contribuire ad una soluzione, con idee e proposte, che andrebbero anche a vantaggio diretto di Stabia?

Conosco molti ragazzi stabiesi che hanno dedicato a soluzioni per il problema le loro tesi di laurea in ingegneria gestionale e vari architetti che hanno sulla carta molti progetti per il riciclaggio dei rifiuti. Penso che nel programma vadano inserite e coordinate le loro idee. Se non sbaglio, fra queste c'è proprio il sistema TMB.

13. ALLE ATTRATTIVITA´ DI STABIA, CI SI AGGIUNGONO QUELLE DEI CENTRI A NOI VICINI/POCO LONTANI.

Credo che castellammare debba organizzare un circuito integrato con comuni di Gragnano, Santa Maria la Carità, Sant'antonio Abate, Lettere, Agerola e Pimonte sotto due aspetti principali: formazione per il lavoro e turismo. 
Per quanto riguarda la formazione credo che si possa finanziare tramite il Piano Territoriale Giovanile della Regione Campania l'organizzazione di tirocini formativi presso le aziende di produzione della pasta e dei pomodori per tecnici alimentari sia un passo importante in quanto a Castellammare L'istituto Sturzo ha alcune sezioni specializzate nella materia. Penso che sia anche importante la formazione di guide turistiche specializzate sui nostri territori.
Proprio in merito al turismo credo che sia indispensabile creare un circuito integrato per la fruizione delle risorse culturali e paesaggistiche stabiesi e di quelle dei succitati comuni: gli scavi di Sant'antonio Abate, le ville rustiche di Santa Maria la Carità, la Valle dei Mulini a Gragnao, la chiesa di Pino a Pimonte e il castello di Lettere sono solo alcuni esempi. Naturalmente tutto ciò ha bisogno della collaborazione degli alberghi di tutto il comprensorio.

14. COME RISOLVEREBBE, LEI, IL PROBLEMA PARCO ARCHEOLOGICO, A VARANO,  dopo che costruzioni abusive lo hanno ormai piu´ o meno devastato? 

Come già ho scritto in un precedente post del mio blog, sono a favore dell'abbattimento delle case abusive costruite sopra i resti archeologici, ma andiamo con ordine. In primo luogo non è mai stata delimitata dalla soprintendenza una vera e propria zona rossa e per questo io sarei dell'idea di fare un'indagine approfondita del sottosuolo in modo da verificare quali case siano effettivamente costruite sopra ville romane. Non sono a fovare dell'uso del georadar, in quanto è una tecnologia obsoleta ed insufficiente, ma credo che il sistema della prospezione magnetica sia il più efficace. Prima di qualsiasi indagine, trovo che sia il caso di sottoscrivere, se possibile, con la soprintendenza un protocollo d'intesa che salvaguardi i fabbricati sotto le cui fondamenta si trovino solo pochi e piccoli reperti quali anfore, monili ecc...
Per quanto ne so, per colo che vedranno la loro casa abbattuta c'è una piccola garanzia secondo alcuni articoli del codice civile:

1.      Articolo 1418 del codice civile:   Il contratto  è nullo quando contrario a norme imperative, salvo che la legge disponga diversamente.  
2.  Articolo 1343 del codice civile: La causa è illecita quando contraria a norme imperative, all’ordine pubblico o al buon costume.
 
In poche parole coloro che hanno acquistato un immobile abusivo, possono far valere l'ipotesi che il contratto di compravendita sia nullo, farsi restituire i soldi da chi gli ha venduto la casa e comprarne un’altra altrove. 




15. AMMETTIAMO CHE LA SUA ELEZIONE FOSSE DOVUTA ALL'APPOGGIO RICEVUTO DAL SUO ENTOURAGE, FATTO DA PARENTI, AMICI E SOSTENITORI VARI, NON ULTIMO GRUPPI DI POTERI PIU' O MENO FORTI, CHE L'HANNO SOSTENUTA,  HANNO PROCURATO PACCHETTI DI VOTI, E CHE, CHI PIU' E CHI MENO, SE NE ASPETTANO UNA CON TROPARTITA, COME DA UN PERSONALE SANTO PROTETTORE SULLA TERRA.     
QUESTE PRETESE  POSSONO COSTRINGERLA A PRENDERE DECISIONI, CHE NON SEMPRE COLLIMANO CON QUELLE OTTIMALI PER TUTTA LA CITTA'. COME VUOLE LIBERARSI , ALMENO IN PARTE, DA QUESTO GIOGO CLIENTELARE?

Io non mi devo candidare a sindaco e quindi non vivrò un simile problema, ma comunque credo che un candidato debba far sapere in campagna elettorale chi sono i suoi principali sostenitori. E' logico e giusto che le varie categorie sociali abbiano i propri interessi, ma quando possono confrontarsi e vivere una mediazione fra loro allora certe responsabilità gravi possono scrollarsi dalle spalle di un sindaco. Immagino quindi che l'idea di incontri pubblici possa essere buona se preceduta dalle dimostrazioni di chiarezza di cui ho parlato (sperando sempre che non nascano poi strumentalizzazioni da parte delle opposizioni all'interno di simili iniziative).



lunedì 5 novembre 2012

SIRIA: non guardiamola da occidentali

Noi occidentali abbiamo un brutto vizio: siamo etnocentristi. Guardiamo tutto con le nostre categorie di pensiero ed in questo modo non capiamo cosa stia succedendo esattamente in zone extraeuropee. Il caso più importante è attualmente la Siria.
I nostri media leggono gli avvenimenti più o meno in questa chiave: quel mascalzone di Al-Assad è un feroce dittatore che uccide le sue genti senza motivo e gli nega la libertà e a questa situazione la popolazione siriana ha reagito con una grande rivoluzione per la liberà.
Forse questi ragionamenti potevano avere senso per la Primavera Araba, limitatamente alla Libia e alla Tunisia, ma in Siria le cose sembrano essere molto diverse.
Per quanto mi raccontano i professori islamisti della mia università, i fatti vanno contestualizzati in maniera molto diversa: questa guerra civile in realtà va inserita nell'eterno scontro fa sciiti e sunniti.
Mi spiego meglio: gli sciiti ed i sunniti corrispondono alle due confessioni principali dell'islam, le quali non si sono scisse in origine per motivi prettamente religiosi, ma per questioni politiche e poi hanno cominciato a creare delle differenze di carattere religioso. L'attuale rapporto fra le due confessioni è di profonda divisione e per certi versi ricorda quello fra luterani e cattolici nel '500 e nel '600. come se non bastasse, all'interno del mondo musulmano è nato da molti anni un movimento, originariamente egiziano, chiamato "i Fratelli Musulmani", che oramai è presente in buona parte degli stati islamici: Libia, Egitto, Giordania, Libano ed appunto Siria. Questo movimento (di natura politico/religiosa) ha costituito in Egitto una sorta di stato nello stato (provvedeva addirittura a servizi di "wellfare") ed è praticamente stato l'artefice della caduta di Mubarak e non a caso, gli americani stanno facendo di tutto per impedire che elezioni popolari lascino salire al potere questa sorta di partito (infatti, dopo la caduta di Mubarak, l'Egitto è retto da una specie di giunta militare). Il problema è che tale movimento sembra avere basi fondamentaliste molto preoccupanti, oltre ad un consenso popolare molto ampio. Anche nella più o meno democratica Giordania, il re ha sciolto il parlamento per 3 volte consecutive a seguito della vittoria elettorale dei Fratelli Musulmani.
Torniamo però alla Siria: se nei due paesi sopracitati la popolazione ed i governanti sono comunque sunniti, in Siria Al-Assad fa parte di una setta vicina alla confessione sciita (pensate un po', non è neanche membro dell ramo principale) e questo gli ha complicato non poco la vita. appena le condizioni si sono rivelate propizie (era scoppiata nel resto del Medio-Oriente la Primavera Araba), i fratelli musulmani hanno sferrato l'attacco che dura tutt'oggi. 
Starei molto attento a dire che i fratelli musulmani siano migliori del regime attuale e sarei anche molto restio a condannare Al-Assad in toto perchè paradossalmente sta impedendo ad un movimento potenzialmente pericoloso di conquistarsi un territorio importante in Medio Oriente.
Invece il Parlamento Europeo ha deliberato una risoluzione di condanna contro il regime di Damasco ed ha addirittura rimproverato l'Iran per non aver fatto altrettanto...i miei più sentiti complimenti. Ci credo che l'Iran, paese sciita, non abbia condannato il governo siriano e forse avremmo fatto bene anche noi europei ad evitare facili buonismi verso le "povere vittime del regime". Fra l'altro io mi chiedo, qualora ci fosse un intervento NATO, contro chi dovrebbero andare a combattere i nostri militari perchè la situazione è piuttosto strana, per non dire grottesca. A mio parere sarebbe meglio lasciare che Al-Assad rimanga al suo posto, almeno non è un personaggio pericoloso a livello internazionale e fra l'altro il suo regime non è dei peggiori. A favore di ciò lascio una piccola testimonianza che ho raccolto in Germania da un membro della comuntà curdo/siriana: i curdi sono un'etnia che vive fra la Turchia, la Siria, l'Iraq, e l'Armenia. Essendo una minoranza, generalmente sono perseguitati, specialmente in Turchia. In Siria invece avevano una vita molto semplice col regime di Al-Assad in quanto erano rispettati. ora, invece, per quanto mi è stato riferito da alcuni di loro ad heidelberg, i curdi sono estremamente preoccupati perchè i fratelli musulmani hanno già premesso che in caso di vittoria si sarebbero occupati anche dei curdi....e con questo penso di aver detto abbastanza.